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Matrimoni e ricevimenti di eccellenza in ville, castelli, dimore storiche

Villa Correr Agazzi con Barchessa

Villa Veneta privata per matrimoni, eventi aziendali,shooting fotografici. 

Villa Veneta del XVII Secolo ai bordi della Livenza

SEGRETI E CURIOSITA’

Lo sapevate che….

Antica dimora di campagna appartenente ad una Famiglia della classe agiata, Villa Correr Agazzi si pone, da oltre 400 anni, al centro dello svolgersi di vicende affascinanti, rese intriganti dal forte legame esistente tra Villa e il territorio ove fu edificata.

Spettatrice silenziosa di avvenimenti che ebbero come protagonisti le Grandi Famiglie che ne furono proprietarie, intersecati, a loro volta, con episodi della semplice ed a volte difficile vita delle comunità locali, la Villa oggi è vivida testimonianza di un passato di impresa e di fasti che racchiudono un patrimonio di tradizione storica ed artistica del tutto singolare.

Paludo delle "Sette Sorelle" con indicazione del sito della VillaLe “Sette Sorelle”. Come la vicenda del “Paludo delle Sette Sorelle”, un’ ampia zona di paludi ed acquitrini che un tempo si estendeva a nord est della Villa, nelle sue immediate vicinanze (evidenziata in rosso nella cartina): si racconta che il N.H. Polo Venier, di antica e nobile famiglia Veneziana, nominato a metà del XV secolo Podestà di Motta di Livenza, unitosi in matrimonio nel 1432 con una nobile Pasqualigo, avesse dalla stessa generato ben sei figlie femmine ed un maschio, ricordati, anche se impropriamente, dalla tradizione popolare come “Le Sette Sorelle”: questa progenie, in vitrtù di matrimoni e passaggi ereditari, diede origine ad altrettante discendenze familiari veneziane presenti nell’area di S. Stino di Livenza con la proprietà di vastissimi poderi: nel periodo Veneziano, la storia di questo territorio sarà da allora strettamente legata alle vicende dei sette rami familiari culminata, a metà Seicento, con la suddivisione degli oltre seimila campi che formavano il Paludo.

Il Paludo, di cui oggi sopravvive solo il toponimo, fu bonificato a partire dalla metà del XVII secolo ma la bonifica fu completata solo nel periodo tra le due guerre mondiali, restituendo alla coltivazione un territorio di quasi 3.000 ettari; ancora oggi un complesso sistema di idrovore assicura che questa grande estensione di terreni redenti sia mantenuta asciutta e coltivabile.

Il “Canale Agazzi” La famiglia Agazzi fu particolarmente attiva nella bonifica degli acquitrini che caratterizzavano la zona di S. Stino di Livenza: già partire dall’ultimo ventennio del XVII secolo si adoperò per l’escavo del primo canale di bonifica, chiamato “Canale Agazzi”, che raccoglieva le acque delle campagne circostanti per scaricarle nei fiumi Fosson e Lemene.

Il “Canale Agazzi”, attivo ancora oggi, inizia circa cinquecento metri a nord ovest dal sito della Villa ad intersecare l’attuale SP 59, che corre rettilinea verso Caorle, solcando quello che un tempo fu il “Paludo delle Sette Sorelle”

Il “Sotterraneo Misterioso”. Sotto le fondamenta della Villa esiste tuttora un misterioso cunicolo, il cui accesso è sbarrato, che la voce di popolo mormorava avesse per secoli garantito una via di fuga certa e sicura agli abitatori della Villa, in tempi bui ed incerti, così preservandoli da sciagure e rovine.

Ancora in parte praticabile fino alla prima metà del XX secolo, il pertugio segreto aveva la sua bocca di entrata proprio oltre la parete che oggi chiude l’arco in mattoni situato di fronte all’entrata della “Malvasia”: chi l’aveva visto spergiurava che, dopo alcuni gradini in pietra d’Istria, il pozzo  proseguisse per un lungo tratto, dato che si diceva fosse stato ideato per congiungere la Villa all’antico Castello di S. Stino: molti avevano spavaldamente tentato di percorrerlo, alla luce delle torce, ma, dopo pochi metri, erano stati costretti a desistere per lo spegnimento delle torce causato dalla repentina mancanza di ossigeno.Luna piena di Luglio

La presenza del misterioso cunicolo ha eccitato da sempre la fantasia degli abitanti del luogo e dei visitatori e, a tutt’oggi, rimangono ancora sospese alcune domande: chi lo ideò e per quali scopi? fu certamente utilizzato ma da chi? quali segreti e quali vicende nascoste racchiude ancora oggi il suo tortuoso e celato percorso ? Oppure, più semplicemente, il cunicolo veniva utilizzato dai vecchi proprietari Agazzi per accedere in modo rapido e sicuro alla Villa quando arrivavano da Venezia col burchio via fiume?

L’affascinante mistero del passaggio celato attribuisce alla Villa un carattere di luogo magico e avvolto da arcani segreti, dove tutto è stato forse possibile e dove gli accadimenti assunsero certo contorni prodigiosi.

Il “Contapassi”. La leggenda del “Contapassi”, largamente diffusa nei territori del basso corso della Livenza, trovava, sino agli anni Cinquanta del Novecento, una delle sue zone di elezione proprio nell’area occupata dalla Villa, la cui solitaria presenza e le immaginate, antiche vicende, contribuivano ad accreditare ed alimentare.

Si sussurrava dunque che il “Contapassi”, crudele quanto immaginario vermiciattolo, stesse silenziosamente acquattato tra la fitta vegetazione del fiume o rintanato all’interno di segreti ed inaccessibili anfratti della Villa, anditi oscuri e fessure recondite mai esplorate, in paziente attesa della sua vittima; una volta individuata , il “Contapassi” dal suo segreto rifugio, non visto, le balzava sulle terga per iniziare, da quel momento, a scandire, uno ad uno, i passi del suo inconsapevole portatore: arrivato a contarne cento, il crudele vermiciattolo avrebbe compiuto la sua opera, impadronendosi della vita del suo malcapitato ospite.

I Massi in pietra d’Istria del Portego. Blocco in pietra d'Istria per attracco al fiumeDue pesanti massi in pietra d’Istria, a forma di parallelepipedo, adornano oggi il “Portego” della Barchessa della Villa: uno è finemente scolpito e rappresenta la testa di un Leone Marciano; l’altro porta al suo centro un grande anello di ferro (in veneziano s’ciona) ancorato alla pietra con l’antico sistema della colata di piombo.

I due massi furono ritrovati quasi un secolo fa, abbandonati nella golena della Livenza, proprio davanti alla facciata ovest della Villa, semisommersi nel fango del fiume e ormai ricoperti da una abbondante vegetazione: non fu difficile capirne l’utilizzo: essi avevano rappresentato per secoli la segnalazione dell’entrata alla Villa dalla parte del fiume per facilitarne l’individuazione quando i vecchi proprietari Agazzi arrivavano in burchio da Venezia.

Le Tre Ville degli Agazzi. Facoltosa famiglia di mercanti con attività nel commercio di metalli pregiati e di pietre preziose, gestiti con un fondaco a Costantinopoli, gli Agazzi, grazie alla loro intraprendenza e a ben calibrati matrimoni con appartenenti al Patriziato Veneziano, riuscirono a costruire un considerevole patrimonio immobiliare, fatto di terreni agricoli ma anche di immobili pregiati tra i quali spiccano le loro Tre Ville che li qualificano come una delle rare famiglie con proprietà simili.Villa Correr Agazzi al Bivrone

Villa Agazzi a S.Pietro di StràOltre a quella di Biverone, ne possedevano un’altra a Cappelletta di Noale, di origine Cinquecentesca, entrata nel patrimonio di famiglia grazie al matrimonio di Carlo con la Patrizia Veneta Julia Lazari, premorta senza prole al marito, ed una terza a S. Pietro di Strà, sulla cui facciata è tuttora incastonato lo stemma di famiglia.

Villa Agazzi Sailer alla Cappelletta di NoaleLa villa di Biverone e quella della Cappelletta di Noale, ora Agazzi Sailer Antonello, erano certo le predilette dalla famiglia: nel suo testamento del 1 dicembre 1806 Carlo, ultimo degli Agazzi, dispone che le messe in suffragio siano celebrate negli oratori di ciascuna delle due Ville che lo avevano visto amministrare con perizia e capacità i fondi agricoli di loro pertinenza.

 

 

Villa Correr Agazzi, vincitore Wedding Awards 2015 matrimonio.com